La storia del Club

FONDAZIONE DEL ROTARY CLUB OLBIA

Il Club di Olbia nasce nel 1988, in seguito alla scissione volontaria del Club di Tempio, club padrino.
         Seppure il Club di Olbia nasca ufficialmente come club autonomo nell’anno rotariano 1987-1988, è indispensabile precisare che l’impegno rotariano di molti soci olbiesi è molto precedente, in virtù della loro partecipazione attiva e determinante nel Club di Tempio. Indubbiamente la storia del club di Tempio e quella del Club di Olbia si intrecciano e si fondono in una prima parte del percorso.
         Il Club di Tempio nasce nel 1955, 101° club italiano e 3° in Sardegna dopo Sassari e Cagliari (il quarto fu Alghero il giorno successivo). Allora vi era un solo Distretto Italiano ed il Governatore era il celebre Omero Ranelletti. Sin da allora comparvero i primi rotariani olbiesi, parte integrante dell’originario nucleo di soci fondatori del club tempiese, e precisamente il sig. Giovanni Cervo (direttore della sede olbiese delle Agenzie Marittime Sarde e della Tirrenia), il medico Tonino Maciocco (medico di medicina generale, Ufficiale sanitario, Medico condotto e Medico fiduciario della Tirrenia), l’industriale Emilio Pani (titolare dell’industria sugheriera rilevata dal suocero Franco Bergami), il dott. Eugenio Mainas (direttore di banca a Olbia e successivamente trasferito a Tempio) e gli affermati avvocati Sergio Peralda e Carlo Putzu.
         Negli anni successivi i soci di Olbia furono sempre più numerosi (il primo olbiese a entrare dopo la costituzione del Club di Tempio fu Eugenio Bagatti, imprenditore e proprietario del cinema Astra, e poi nel 1963 Mario Sardo, figura storica e socio fondatore del club di Olbia, e attualmente socio onorario del club) e si attestarono su circa la metà dei soci. I presidenti di Olbia si avvicendavano regolarmente con quelli di Tempio, le riunioni si svolgevano alternativamente a Tempio ed Olbia e gli incontri più significativi si effettuavano di solito ad Olbia o in costa per la maggiore disponibilità di locali di prestigio. Seppure informalmente si iniziava a parlare del club di Tempio-Olbia. Tuttavia il cambio di denominazione non è stato mai ufficialmente voluto dagli amici tempiesi né richiesto e dunque mai approvato.
        La nascita del nuovo club è stato un avvenimento inevitabile, ma molto laborioso per l’opposizione di alcuni soci tempiesi, e per un certo tempo anche di qualche rotariano di Olbia, che paventava il rischio di un futuro incerto per il nuovo Club di Olbia e un possibile declino del Club di Tempio, depauperato di troppi soci. In ogni caso si aveva il timore da parte dei soci di Olbia di scontentare i colleghi di Tempio, decisamente contrari, per cui le richieste degli olbiesi furono sempre molto contenute. Per questo motivo, nonostante le pressioni esercitate dai vari governatori dal 1974 in poi, malgrado l’insofferenza di alcuni soci olbiesi del club, per molti anni non si raggiunse l’indispensabile accordo.
       Tuttavia, l’incremento demografico della città di Olbia, il suo sviluppo economico e strutturale, l’esplosione del turismo di elite e di massa, il forte desiderio di poter agire con maggiore libertà ed incisività sulla propria città e sul territorio, hanno determinato una brusca accelerazione del progetto di autonomia. Finalmente, nel 1987, la determinante spinta di Angelino Cerchi (non a caso socio onorario del Club) allora Governatore del Distretto, sostenuto dal suo rappresentante Nanni Corda e la pragmatica disponibilità dell’allora presidente di Tempio Nenni Niccolai (neutrale in quanto residente a Palau), la maggiore convinzione dei soci di Tempio e di quelli di Olbia, hanno creato le basi per la tanto agognata indipendenza. Dunque, sulla base delle determinazioni stabilite in un incontro col Governatore il 14 gennaio 1988, dopo il parere favorevole espresso dall’assemblea del club di Tempio tenutasi il 21 gennaio 1988, fu dato a Mario Sardo il mandato di procedere alla costituzione del nuovo club.. Cosa che Sardo fece presto e bene.
    Il gruppo dei rotariani olbiesi di Tempio (Michele Cervo, Matteo Delaria, Giovanni Forteleoni, Nello Gavazzi, Antonio Maciocco, Claudio Menetto, Corrado Messina, Salvatore Pedde, Michele Pileri, Piero Pinna, Salvatore Pintus, Gianfranco Pirina, Mario Sardo, Giancarlo Schena, Ico Scugugia, Salvatore Soro), con l’integrazione di ulteriori nuovi soci cooptati (Cesare Barbino, Sebastiano Barrera, Rodolfo Ciccarelli, Aldo Crispo, Luca Diliberto, Efisio Musu, Tonino Rasenti, Gesuino Sardo, Antonio Sircana, Sergio Tognoni) rappresentarono il nutrito nucleo dei soci fondatori.
       Il Club esordì come club provvisorio, con la prima riunione conviviale, il 13 aprile 1988 sotto la guida di Mario Sardo, presidente dello stesso Club per l’anno di fondazione e per l’anno successivo anno rotariano.
        Il 26 giugno del 1988, in una solenne cerimonia, alla presenza del Governatore Cherchi e dei Past Governors Pirisi e Mastandrea, con la partecipazione delle massime autorità rotariane e cittadine, dell’intero club di Tempio, di molti ospiti rotariani di vari club del distretto, presso il ristorante “Nino’s” nel lido di Pittulongu, avvenne la consegna della Carta al club. I quell’occasione i soci fondatori ricevettero la tessera di appartenenza, lo statuto e il regolamento del nuovo club e il distintivo, e come primo atto formale il club di Olbia consegnò al prof. Cannas, socio fondatore del club padrino di Tempio l’onorificenza della P.H. Era presente la delegazione del Club di Fiuggi, in quanto molti soci di quel club avevano rapporti di forte amicizia col presidente Sardo. Per l’occasione, come ricordo dell’evento, era stata creata, dal noto artista locale della ceramica Paolo Monni, la riproduzione artigianale in ceramica, dipinta a mano, di una testina della collana fenicia in pasta vitrea ritrovata negli scavi effettuati negli Anni Trenta in città e esposta al museo archeologico nazionale di Cagliari.


 
               
         Tra i primi adempimenti vi fu quello di dotarsi di un guidoncino, per cui può essere utile avere qualche informazione su come si è arrivati alla predisposizione dello stesso. Pochi anni prima della costituzione del club fu presentata a Venezia la mostra sui fenici, evento culturale e mediatico di grande rilievo, e si è capillarmente diffuso in Italia l’emblema della mostra, rappresentato dalla ormai celebre testina in pasta vitrea pocanzi citata. Grazie al lavoro congiunto dell’allora segretario  Giovanni Forteleoni e di Michele Cervo, maestro nelle creative elaborazioni grafiche, è stata definita la bozza definitiva prevedendo, oltre alla nota testina, un piccolo simbolo della Gallura, di cui Olbia è parte fondamentale. Nell’intento di rivendicare l’appartenenza di quel monile così noto e pregiato e di ribadire la valenza archeologica della città, si è deciso di adottare la stessa testina come simbolo del club e di riprodurla nel guidoncino.
        Nella prima riunione del Consiglio Direttivo si analizzarono due aspetti fondamentali che avrebbero dovuto caratterizzare la vita futura del club:
-la continuità dei rapporti con il Club di Tempio che doveva prevedere come minimo due riunioni conviviali congiunte a Natale a Olbia e a Pasqua a Tempio,
-l’azione costante finalizzata a creare uno spirito e un orgoglio di appartenenza alla città, soprattutto nei giovani, in una realtà urbana multietnica e disomogenea e spesso poco incline agli interessi culturali, attraverso la valorizzazione della storia, dei valori, delle risorse e delle tradizioni della città per molti versi ancora sconosciuta nonostante i suoi duemila anni di storia.
I primi anni furono contrassegnati da un grande entusiasmo e fermento, con un gruppo motivato ed affiatato, che ha concentrato le sue attenzioni sulla promozione della città.
   Fu indicato il Venerdì come giorno di riunione settimanale ed il secondo e quarto venerdì del mese i giorni delle riunioni conviviali. Da allora il calendario non è stato modificato. Diverse variazioni si sono rese necessarie per la sede; dopo una lunga permanenza nella sala riservata del panoramico “Hotel Luna Lughente”, attualmente il Club ha la sua prestigiosa sede presso l’Aviazione Generale di Olbia dal 2016, quando sotto la presidenza di Antonio Barabino, il Rotary Club Olbia ha finalmente trovato una collocazione stabile, attrezzata ed adeguata al proprio rango di club con forte vocazione internazionale.
      L’effettivo è stato lievemente incrementato con l’ingresso di nuovi associati che hanno compensato il decesso o la rinuncia dei vecchi soci, nel sostanziale rispetto del Regolamento del Club che prevede un saldo attivo di un socio per anno. I nuovi soci degli ultimi anni sono stati essenzialmente giovani rispetto all’età media, abbastanza elevata, dei soci del Club.

I PRIMI DIECI PRESIDENTI DEL ROTARY CLUB OLBIA




AREE DI INTERVENTO E PROGETTI DEL ROTARY CLUB OLBIA

STORIA DELLA CITTA’ DI OLBIA - ARCHEOLOGIA - CULTURA

       Il Club dalla sua origine nutriva la speranza di poter scuotere Olbia dal torpore culturale che la caratterizzava attraverso la valorizzazione del patrimonio storico della città. Pertanto, con la collaborazione del nucleo locale della Sovrintendenza archeologica, rappresentati da Angela Antona, Roberto Caprara, Giuseppe Doneddu, Rubens D’Oriano, Fulvia Lo Schiavo e Antonio Sanciu, si è avviata una serie di conferenze, allargate ad un gran numero di invitati, che illustravano il ruolo non secondario della città di Olbia in ogni periodo storico. Le relazioni si protrassero per circa un anno, con una cadenza mensile e si svolsero all’Hotel Royal, allora sede del club, e successivamente furono organizzate in testi scritti, arricchite da un’idonea iconografia, e completate da una serie di schede e percorsi dei siti più significativi, hanno costituito l’oggetto di una più che dignitosa pubblicazione dal titolo “Olbia e il suo territorio. Storia e archeologia”.


   







Il  volumetto fu stampato in alcune migliaia di copie, presentato alla città in un convegno al cospetto degli ultimi tre governatori e di molte autorità, e distribuito negli istituti scolastici, nel corso di una breve cerimonia di presentazione da parte di alcuni soci del club, a tutti gli studenti delle scuole medie di Olbia. Il lavoro ha richiesto, tra lo svolgimento delle conferenze, la raccolta e l’organizzazione dei testi e delle foto, la preparazione delle bozze di stampa, la ricerca e la scelta della tipografia, la stampa e la distribuzione, un arco di quasi tre anni, e l’impegno del club sotto le presidenze di Mario Sardo e Giovanni Forteleoni, che hanno curato l’organizzazione delle conferenze e la stampa dei volumi, e di Tonino Rasenti, presidente all’atto della presentazione e consegna del libro. L’iniziativa ha avuto grande successo anche se la distribuzione si è interrotta dopo il primo anno nonostante si fosse ipotizzato di prolungare il progetto per almeno tre anni, con la regolare consegna del testo alle terze classi delle scuole secondarie cittadine.
       Da allora il club ha più volte promosso e sostenuto iniziative culturali legati alla storia ed all’archeologia della città.
       Nel 1993-94 il club di Olbia, sotto la presidenza di Tore Soro, in sintonia con l’Università di Sassari, e con la collaborazione della Sovrintendenza Archeologica di Sassari e il coordinamento del prof. Attilio Mastino, ha organizzato un Convegno internazionale di studi di elevatissimo livello, a cui presero parte celebri relatori di diverse nazionalità, dal titolo “Da Olbìa a Olbia.2500 anni di storia di una città mediterranea”.




   
Nel 1996-97 gli atti di tale convegno vennero stampati in tre volumi, recanti il simbolo del nostro club in copertina, con notevole successo presso gli appassionati ed addetti ai lavori anche se purtroppo, per una serie di vicissitudini finanziarie della casa editrice e per una stupida disputa sui diritti d’autore, l’opera non è più da tempo facilmente reperibile sul mercato. L’evento, realizzato anche col patrocinio del Rotary olbiese, rappresenta, a tutt’oggi, il massimo momento culturale vissuto dalla città e l’opera più completa sul suo percorso storico.
      Sempre nel 96-97 fu inoltre organizzato, in collaborazione con l’Università di Sassari, un interessante convegno su “L’Africa Romana”.
       Nel 97-98 il club ha voluto sostenere, curandone la presentazione e acquisendo un certo numero di copie, il libro pubblicato dal Dott. Antonio Sanciu, della Soprintendenza archeologica, dal titolo “Una fattoria di età romana nell’agro di Olbia”.
       Nel 1994- 95, con la presidenza di Nino Curreli, il club ha curato ad Olbia la presentazione del testo del prof Massimo Pittau, dell’Università di Sassari, dal titolo “Ulisse e Nausica in Sardegna”, in cui si sostiene la teoria, non da tutti condivisa, che l’isola dei Feaci sia la Sardegna e che l’incontro tra il naufrago Ulisse e Nausica sia avvenuto alle foci del Padrongianus.
       Nel 1993-94 a cura del club, ma principalmente grazie all’iniziativa del socio Tore Soro, è stato migliorato l’accesso alle mura dell’imponente complesso nuragico di Cabu abbas-Riu molinu, con la realizzazione di una gradinata in lastroni di granito grezzo reperiti nel posto.
      Numerose sono state inoltre le interessanti conferenze su temi archeologici nel corso degli anni e va citata in particolare la serie di gite con visite guidate dalla prof.ssa Boninu (della Soprintendenza alle Antichità di Sassari e Nuoro) nei siti archeologici della Sardegna, effettuate negli anni 94-95.
       La tradizione di richiamare l’attenzione e rivisitare i diversi aspetti dell’archeologia e della storia della città è stata mantenuta ininterrottamente fino ad oggi attraverso sporadiche relazioni tenute da esperti o veri e propri cicli di conferenze, come è avvenuto anche nell’anno rotariano 2013-2014, nel quale si sono effettuate cinque partecipate relazioni sulla storia della città. Nello stesso anno il Club, assieme alla Geasar, ha concorso alla realizzazione della manifestazione, molto partecipata, denominata “Terra Marique”. Tale evento, della durata di tre giorni (dal venerdì 28 alla Domenica 30 settembre), svoltasi nel Terminal dell’Aviazione Generale dell’aeroporto di  Olbia, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2012, prevedeva conferenze la mattina e visite ai siti archeologici nel pomeriggio.
Sempre nei primi anni di vita del Club si è portata a termine un’altra iniziativa che coniugava la proposta culturale alla promozione della città. E’ stata infatti organizzata una mostra di pittura del pittore Aldo Riso, celebre acquerellista di fama internazionale, ormai scomparso, al quale si è richiesto di esporre soltanto una serie di opere create espressamente per l’occasione e che ritraessero scorci e paesaggi della città e del territorio olbiese. La mostra, non a caso intitolata “Omaggio ad Olbia”, ha richiesto una lunga preparazione, dei sopralluoghi dell’artista nei luoghi più tipici e suggestivi, e la predisposizione di 24 opere. La stessa mostra, che si è scelto di tenere nei mesi estivi per raggiungere anche la massa di turisti, è stata un successo di pubblico e di critica e ha permesso di promuovere l’immagine della città. Addirittura, alcuni di quei quadri raffiguranti Olbia sono stati esposti dopo diversi anni in Cina ed in Corea, in quanto facenti parte di una selezione di opere di Riso scelte per una mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura.



                  
Va a questo proposito ricordato che gli accordi con l’artista prevedevano anche la donazione di un’opera al club di Olbia, ed infatti, il quadro più grande e di maggiore significato simbolico, raffigurante la chiesa di San Simplicio è stato donato dal Rotary alla biblioteca comunale, che si stava restaurando e sarebbe stata aperta al pubblico di li a poco, dove è stato collocato alla data della inaugurazione e doveva rimanere esposto in modo vincolante.


         
L’evento fu programmato e organizzato nell’anno di presidenza di Giovanni Forteleoni, il quale curò i contatti con l’artista, chiarì lo spirito e lo scopo dell’iniziativa, accompagnò l’autore nei luoghi da ritrarre, prese accordi con la galleria nelle quale si svolse l’esposizione e stabilì le date di apertura. La mostra, per evidenti motivazioni di immagine e di promozione turistica, fu effettuata nella stagione estiva, nella Galleria MIDA allora esistente in piazza Matteotti dal 14 luglio all’11 agosto del 1990, nei primi mesi di presidenza di Tonino Rasenti.      
Un’ulteriore testimonianza di un contributo offerto alla città è la donazione, da parte del Club, di un pregevole busto marmoreo raffigurante l’insigne studioso Dionigi Panedda. Il prof Panedda, rappresentava e rappresenta ancora il simbolo della riscossa culturale di un’Olbia che, relegata ad un anonimato oscurantista da una lettura superficiale della storia, vuole riappropriarsi delle sue radici e del suo prestigio. Nessun altro studioso è riuscito a mettere in luce l’immensa storia della città, con autorevoli pubblicazioni sia sul periodo nuragico e medioevale, sia sulla storia più recente. Le sue ricerche, pur non essendo il Panedda archeologo, sono fonte di consultazione per gli archeologi di professione, e traspare in ogni sua opera il desiderio di ridare prestigio, nei momenti felici ed in quelli bui, alla città di Olbia. Una figura del genere non poteva non essere onorata, dopo la sua morte, dal nostro Club. Contingenze economiche resero impraticabile l’ipotesi di una statua completa da collocare all’aperto, ma fu possibile l’esecuzione di un busto marmoreo, per cui, sotto la presidenza di Nino Curreli e con l’ausilio professionale del socio Giulio Careddu, si realizzò la scultura ad opera del prof Becchini, noto artista di Marina di Pietrasanta, utilizzando l’impareggiabile marmo di Carrara. Il busto è stato realizzato nell’anno rotariano 1994-95, e collocato in una nicchia nell’ingresso della “Biblioteca Simpliciana” alla sua apertura nell’anno 1995-96, quando sotto la presidenza di Michele Cervo, con una piccola cerimonia, furono sistemate nei nuovi locali sia il quadro di Riso, sia il busto marmoreo del Panedda, il quale aveva fortemente voluto una biblioteca in città ed alla quale donò il suo patrimonio di libri.
Un’altra iniziativa, che coniuga l’espressione artistica alla promozione della città, e che certamente merita una citazione, è la donazione da parte del Club delle formelle di ceramica affisse sulla facciata della chiesa di San Simplicio. Come è noto il 29 – 7 – 1993 un breve papale a firma de segretario di stato Cardinal Sodano elevava la chiesa di san Simplicio al rango di Basilica minore. Poiché per le basiliche è previsto e obbligatorio che siano affissi i due stemmi, del papa in carica e della chiesa, il Rotary di Olbia si fece carico di concretizzare questo obbiettivo. Antonio Appeddu e Michele Cervo lavorarono  per circa un anno per avviare e perfezionare le pratiche ed ottenere le necessarie autorizzazioni, per contattare l’artista (il prof Salvatore Canu di Sassari, residente a S.Antonio) e far predisporre le bozze delle formelle, per concordare con la Soprintendenza la scelta e la collocazione delle stesse, per fare confezionare le formelle e sistemarle infine sulla facciata.. L’operazione fu coordinata e condotta dall’allora presidente Antonio Appeddu. Finalmente, nel gennaio del 1995, alla presenza dell’allora Governatore Cesare Longo, si è effettuata la cerimonia ufficiale della posa delle piastrelle nella neonata basilica di San Simplicio. Si può ricordare che in seguito il club ha provveduto, in autonomia o col concorso dei Lyons della città, alla sostituzione della formella raffigurante lo stemma papale in occasione dell’avvicendamento successivo dei pontefici.

   

     




Va infine citato, nel novero dei monumenti offerti dal Rotary alla città, in epoca più recente, la stele in granito a commemorazione del centenario del Rotary International, realizzata dallo scultore Pinuccio Derosas e collocata nel parco del Fausto Noce, da poco allestito e aperto al pubblico, nel 2005 sotto la presidenza di Domenico Bacciu.
      
       
               


E’ un’opera semplice ma gradevole, posta in un percorso di notevole frequentazione, e ribadisce con efficacia il prestigio e la presenza del Rotary nella nostra città. Nel richiamare l’attenzione sull’importante anniversario della nostra associazione lascia il segno di se in un importante luogo di incontro e aggregazione in città.

GIOVANI - EDUCAZIONE - UNIVERSITA’

        Deve essere ancora richiamato il rapporto tra Club di Olbia e i giovani e l’Università.
         Olbia, grazie all’incremento demografico ed alla consistente percentuale di popolazione giovanile ha un gran numero di studenti nelle scuole superiori e nelle università italiane. Si è pertanto cercato negli anni di avvicinare l’espressione più vicina di questa istituzione, l’Università di Sassari, agli studenti della nostra città.
                   
         


   

     

   Una prima azione efficace fu condotta nell’anno 1992-93, in cui fu organizzato un incontro nell’aula magna del liceo classico tra gli studenti dell’ultimo anno delle superiori ed autorevoli esponenti dell’Università di Sassari, rappresentati dal magnifico Rettore e dall’intero Senato Accademico. Il vivace ed interessante dibattito che ha caratterizzato la riunione era finalizzato soprattutto all’orientamento delle scelte di facoltà dei futuri studenti universitari della città.
        I rapporti con l’Università sono stati mantenuti stabilmente da un gruppo di soci tra cui Michele Pileri, presidente nel 1992-93, Salvatore Soro ed Angelo Pisciottu, e in maniera determinante da Giulio Careddu, che nella doppia veste di rotariano e di amministratore comunale ha concretizzato l’apertura ad Olbia dello Sportello Unico universitario nei locali annessi alla biblioteca comunale nel 1997-98. Questo risultato è stato reso possibile dalla ristrutturazione e dalla destinazione dei locali, dalla disponibilità dell’università a inviare ad Olbia il personale addetto e dalla creazione di un collegamento informatico. A tutto ciò ha contribuito il Rotary di Olbia in associazione all’Amministrazione comunale. La cerimonia di apertura delle nuova segreteria olbiese dell’Università di Sassari, alla presenza di autorità e l’intero Senato Accademico, ha testimoniato l’impegno del Club di offrire un servizio ai giovani studenti universitari della città.
     Con l’istituzione successiva in città del polo universitario, con l’istituzione del corso di laurea di Economia e management del turismo, il Rotary Club di Olbia ha continuato a sostenere i giovani studenti e i neolaureati della città. Dal 2011 ha infatti istituito, in associazione alla Geasar (Ente di gestione dell’aeroporto cittadino), una borsa di studio, finalizzata alla frequenza di un corso di specializzazione da svolgersi all’estero, da assegnare annualmente al neolaureato che si sia distinto nel corso di laurea e che abbia presentato una tesi sul sistema turistico locale riguardante l’area geografica di Olbia.   
              Si può ancora ricordare che da diversi anni è stato istituito il Premio Rotary del Club di Olbia. Il premio viene assegnato a professionisti, imprenditori, artisti, sportivi o enti della città o del territorio che si siano particolarmente distinti nelle loro attività e consiste nella consegna di una scultura bronzea rappresentante una sirena che emerge dalle acque creata dall’artista Mimmo Bove del Club di Siniscola. Il riconoscimento, teoricamente annuale, si assegna in realtà solo quando si individuino personaggi realmente meritevoli, e dalla sua istituzione è stato assegnato tre volte.
        Un progetto che ha visto il Rotary Club Olbia direttamente impegnato sul campo nell’anno rotariano 2016/2017, con la presidenza di Antonio Barabino, è stato quello intitolato "Bullismo e Cyberbullismo: conoscere per agire, educare per prevenire".


                              
                                                                   



Lo scopo è stato quello di formare e sensibilizzare insegnanti, famiglie e studenti sul fenomeno del bullismo in generale, in quanto sempre di più coinvolge i preadolescenti e gli adolescenti con gravi ricadute sul comportamento e sullo sviluppo futuro. Negli anni, rispetto al bullismo, che vede come attori soggetti con atteggiamenti aggressivi e prevaricatori, era diventato importante anche il contrasto al cyberbullismo. Era pertanto fondamentale far comprendere le nozioni basilari, secondo le quali la propria ed altrui sicurezza in rete non dipende solo dalla tecnologia adottata (sofware antivirus, ecc), ma anche dalla capacità di discernimento delle singole persone nel proprio relazionarsi attraverso la rete. Partendo da quello realizzato dal club gemello di Belgioioso, il progetto è stato implementato, integrato e seguito dalla pedagogista clinica Cristina Manunza, giovane professionista successivamente entrata a fare parte del nostro club. Il percorso è durato un intero anno scolastico, attraverso incontri di formazione con docenti e non docenti; incontri delle classi con Pedagogisti clinici e personale della Polizia Postale; attività di laboratorio (attività collettive di sensibilizzazione al problema e di responsabilizzazione nei ruoli di aiuto, di supporto tra pari). Il 9 giugno 2017 il Rotary Club Olbia, con la presenza della stampa, ha presentato il libro che ha suggellato il lavoro nelle scuole durante l’anno scolastico per il contrasto al bullismo e cyberbullismo; alla presenza degli attori sul campo, pedagogisti, insegnanti, dirigenti scolastici, Carabinieri, Polizia postale, avvocati, si è cercato di fare il punto della situazione, esaminare i risultati del lavoro svolto ed individuare le vie per far continuare l’azione di educazione e prevenzione oltre questo anno rotariano ed oltre il territorio di Olbia. Uno dei mezzi da impiegare in futuro sarà certamente il libro, vera e propria traccia di lavoro operativa per educatori, insegnanti e pedagogisti, che volessero operare altrove anche implementando ed adattando il lavoro fatto. Il Rotary Club Olbia, seppur in tiratura limitata, lo mette a disposizione di chi ne facesse richiesta, scuole, enti pubblici o semplici privati.

ROTARY INTERNATIONAL - DISTRETTO - INTERCLUB - GEMELLAGGI

Il Rotary Club di Olbia, oltre alle diverse iniziative a favore della città, ha sempre partecipato, dalle origini fino ad oggi, alle iniziative del Rotary International. Ha sempre contribuito in modo regolare e significativo alle donazioni della Rotary Fundation, ha spesso concorso a finanziare progetti comuni con altri clubs ed ha dignitosamente ospitato i gruppi di studio provenienti dall’estero, il gruppo australiano nel 1995, successivamente il gruppo coreano, e ancora il gruppo turco nel 2000. Il nostro club, nel corso della presidenza di Michele Pileri, ha inviato una giovane professionista olbiese, Liliana Asara, ora affermata odontoiatra in città, come componente di un gruppo di studio italiano, nelle Filippine.
    Il Club inoltre è sempre stato presente agli eventi distrettuali, i congressi, le assemblee, ed ha partecipato in modo attivo a molti forum distrettuali di particolare rilievo, che sarebbe dispersivo elencare.
      Il Club di Olbia ha concorso all’organizzazione di ben tre congressi distrettuali, nel 1992, sotto la presidenza di Tore Pedde, nel 2005 il congresso di Nanni Corda al Bagaglino a Giardini di Porto Cervo, sotto la presidenza di Domenico Bacciu; a quello di Lucio Artizzu al Melia di Olbia; nel 2014 al congresso di Porto Cervo, del governatore Pier Giorgio Poddighe, con la presidenza di Silvio Pippobello.
 Si può citare per curiosità che il congresso di Baia Sardinia del Club di Tempio, che è rimasto nella memoria per la partecipazione e la sua riuscita, si era celebrato quando il presidente del club era Mario Sardo.
      Un cenno meritano i gemellaggi istaurati con club rotariani in Italia e all’estero. Si può ricordare il gemellaggio con il Club francese di Villeneuve Lubet, sulla Costa Azzurra. Tutto ebbe inizio quando, nel 2001, due soci di origine italiana di quel club presero i primi contatti con l’allora presidente Gregorio Raspitzu, manifestando il desiderio di stabilire contatti con il nostro club annunciando la loro intenzione di effettuare una visita nella nostra città. Da allora delegazioni nutrite dei due club si sono scambiati alternativamente le visite in un clima di grande amicizia e disponibilità. Il gemellaggio fu definitivamente sancito nel 2014 sotto la presidenza di Silvio Pippobello, nella cerimonia svoltasi a Olbia, presso la sede dell’Aviazione Generale. 
Un altro gemellaggio è stato ufficializzato nell’anno rotariano 2016/2017, guidato dalla presidenza di Antonio Barabino, quello con il Rotary Club Belgioioso S.Angelo Lodigiano, Distretto 2050. I club contatto sono stati Antonio Barabino ed Enzo Sancassiani per il club di Belgioioso, il quale, avendo la casa e la residenza a San Teodoro da tanti anni, aveva ritenuto opportuno, da buon rotariano, contattare il nostro club per mettersi a disposizione nei lunghi periodi da lui passati in Sardegna. Da questo è nata una buona intesa e sincera amicizia, che ha portato il pragmatico Enzo a donare al nostro club l’idea ed il materiale per rielaborare sul nostro territorio il progetto di contrasto al bullismo nelle scuole, che loro avevano già realizzato, e che effettivamente fu dal nostro club portato a termine con successo. Su queste ottime basi di progettualità comune ed amicizia rotariane, il gemellaggio è stato ufficializzato a maggio del 2017, a pochi giorni dalla pubblicazione del libro sul contrasto al bullismo realizzato dal rotary Club Olbia.
     È importante ricordare che va ascritto al nostro club il merito di avere promosso la nascita del Club di La Maddalena. L’operazione fu sollecitata per primo da Antonello Ornano, socio di La Maddalena del nostro Club, che manifestò nel 1991, dopo alcuni tentativi infruttuosi precedenti, all’allora governatore Ruggero de Zuani, il desiderio che si potesse realizzare un club autonomo a La Maddalena.
L’allora presidente del club Giovanni Forteleoni si rese disponibile a lavorare a quest’obbiettivo, per cui, nominato rappresentante speciale del governatore per la costituzione del nuovo club, per un periodo triennale, aveva avviato tutte le procedure di rito:  la proposta di istituzione di un nuovo club, la ricerca e la sussistenza dei requisiti di fattibilità, la volontà assembleare espressa dal club di Olbia essere club sponsor, l’individuazione dei soci fondatori, la richiesta di costituzione del club provvisorio, e l’effettuazione delle prime riunioni provvisorie. Tutto questo lavoro, effettuato con l’assistenza volontaria di alcuni soci del Club, che hanno spalleggiato il presidente nelle frequenti visite a La Maddalena, è stato premiato dalla comunicazione ufficiale di Evanston, sede amministrativa del Rotary, della accettazione definitiva e quindi della costituzione, del nuovo Club di La Maddalena, nel mese di giugno del 1991, nel corso della presidenza di Giovanni Forteleoni, che per il sollecito raggiungimento dell’obbiettivo fu pemiato con il riconoscimento della P.H. da parte del Governatore e con la nomina di socio onorario nel nuovo club di La Maddalena. Nel successivo anno rotariano, nel corso della presidenza di Gregorio Raspitzu, con una solenne cerimonia nel palazzo comunale di La Maddalena vi fu la consegna ufficiale della carta, al cospetto delle autorità rotariane, civili e religiose.
AMBIENTE E QUALITA’ DELLA VITA

      Una particolare attenzione è stata rivolta ai temi ambientali.
        Il giovanissimo club di Olbia, ad un paio d’anni dalla sua nascita, sotto la presidenza di Giovanni Forteleoni, ha voluto assumersi la responsabilità di proporsi come sede di svolgimento di un Forum Distrettuale dal titolo, all’epoca non ancora inflazionato, “Sardegna. Territorio ed ambiente” con un ricco programma scientifico, frutto del lavoro di una apposita commissione regionale alla quale partecipava il socio di Olbia Antonio Sircana (ortopedico perito tragicamente in seguito ad incidente aereo mentre si recava per fornire delle protesi ai mutilati nel corso della guerra del Kossovo), a cui va ascritto il merito di proporre Olbia come sede del convegno. Nell’anno della prima presidenza di Giovanni Forteleoni, alla presenza del Governatore distrettuale Francesco Di Raimondo e di esponenti di tutti i club della Sardegna al forum hanno dato il loro contributo importanti relatori: Prof. Andreina Arru, docente di Biologia all’Università di Sassari, prof. Ignazio Camarda, docente di Botanica all’Università di Sassari, prof. Felice Di Gregorio, docente di Geologia all’Università di Cagliari, dott.Luciano Ottelli, Geologo, prof. Antonio Pietracaprina, docente di Geologia all’Università di Sassari. Al Forum ha fatto seguito un partecipato e prestigioso Interclub Distrettuale di due giorni nella esclusiva struttura dell’Hotel Cala di Volpe, che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione di  Xavier Stocker, responsabile all’epoca delle strutture alberghiere della Ciga e prezioso socio del Club. 


                  
     Nel 1991 Olbia organizzò un convegno regionale dal titolo “l’acqua e il territorio” che ottenne un notevole successo.
     Diverse sono state in seguito le conferenze su temi ambientali. In particolare nel 2002 è stato effettuato un ciclo di conferenze relative all’ambiente che sarebbero dovute essere raccolte in una pubblicazione che purtroppo non è stato possibile realizzare.
       Una certa correlazione con il contesto sociale e umano rivestiva un progetto ambizioso, realizzato purtroppo solo in parte, che si proponeva di condurre uno studio pluriennale e sistematico sulla qualità della vita nella città di Olbia, affrontando ogni anno un tema specifico e realizzando ogni volta un fascicolo da distribuire tutti gli anni, dopo una presentazione pubblica dell’argomento, a studenti e popolazione. Le problematiche individuate prevedevano ricerche su temi tuttora di grande attualità: la criminalità e la sicurezza dei cittadini, l’inquinamento in tutte le sue forme e la conservazione ambientale, la consistenza e l’accessibilità alle risorse culturali e di svago, il traffico, la viabilità e i parcheggi, la fruibilità dei pubblici servizi, il verde pubblico e i parchi, ecc. Lo scopo era quello di creare su queste tematiche una più solida coscienza civica per stimolare in modo collaborativo e propositivo gli enti e le istituzioni competenti alla soluzione dei tanti problemi esistenti.
La prima e purtroppo unica puntata ha visto la luce nel 2001, sotto la seconda presidenza di Giovanni Forteleoni, quando è stato presentato, nell’aula magna del liceo classico, il primo fascicolo sulla criminalità e la sicurezza dei cittadini, che è stato distribuito alla scuole di Olbia

                         


       
Il convegno di presentazione, alla presenza del Governatore Ruggero De Zuani, con interessanti relazioni di magistrati, forze dell’ordine e dell’amico rotariano Arnaldo Grilli, generale dei Carabinieri e già vicecomandante nazionale dell’Arma, ha visto la partecipazione congiunta di studenti, autorità politiche e comuni cittadini, insegnanti, esponenti militari ed avvocati.
Purtroppo, dopo questa prima felice esperienza, l’iniziativa non ebbe seguito, sebbene fosse completata la stesura del secondo fascicolo sull’inquinamento e sull’ambiente, si fossero svolte diverse conferenze sul tema nel club, e vi fossero addirittura le bozze di stampa. A bloccare l’iniziativa, come spesso accade, fu il timore di affrontare una spesa di circa quattro milioni della vecchie lire (poco più di duemila euro)  per la stampa  di qualche migliaia di copie.
 In campo sociale sono stati elargiti negli anni innumerevoli contributi a enti benefici, a associazioni impegnate nell’assistenza, a comunità di recupero di tossicodipendenti, ma è importante sottolineare il ruolo non secondario svolto dal club in occasione della tragica alluvione che ha colpito la città nel novembre del 2013. Lo stesso club ha scelto di agire, in quella triste circostanza, senza clamore, in modo autonomo e pragmatico, assegnando ad alcune famiglie particolarmente bisognose un contributo economico. Utilizzando una graduatoria predisposta dalla Caritas, che rispecchiava le reali condizioni di disagio dei nuclei familiari alluvionati, si sono aiutate circa cinquanta famiglie con una spesa di oltre 50.000 euro, ricavati esclusivamente da fondi del Club e da contributi volontari spontaneamente offerti da altri club rotariani nazionali. Solo a emergenza finita (in realtà le difficoltà non sono per molti ancora superate) il Club ha organizzato una giornata di celebrazione e di ringraziamento, invitando i club che avevano offerto il loro contributo, nel corso della quale è stato diffuso alla stampa il ruolo svolto dal Rotary Club di Olbia in quella drammatica circostanza. Il club, con la presidenza di Silvio Pippobello, e con il fattivo e lodevole impegno di molti soci, in particolare di Sonia Zarra e Domenico Bacciu, ha affrontato in modo efficace e appropriato lo straordinario e inatteso dramma cittadino.
Pienamente centrato sul focus della cultura dell’ambiente e della qualità della vita nella città di Olbia, ancora molto carente, il progetto per l'anno rotariano 2015/2016, guidato dalla presidenza di Antonio Barabino, che è stato portato a compimento con l'installazione ed il collaudo tecnico di un impianto di Bike Sharing che è stato progettato e ceduto alla rete già esistente del Comune di Olbia.



    


L’importante risultato è stato raggiunto, oltre che ad uno sforzo finanziario non indifferente, grazie ad un formidabile lavoro di squadra dei soci, che grazie alle loro personali competenze e posizioni professionali, hanno dato un contributo determinante; in particolare Silvio Pippobello, AD di Geasar, che ha contribuito con la messa a disposizione dell’area, la progettazione e la logistica, e Fabio Siddu, che ha curato i rapporti con l’azienda fornitrice e curato l’immagine pubblica. La posizione, all'ingresso principale dell'Aeroporto Internazionale Costa Smeralda di Olbia, da al Rotary grande visibilità, diffondendo al contempo il messaggio per Istituzioni e cittadini, che vuole andare ben oltre quanto realizzato di materiale: promuovere la mobilità sostenibile, il rispetto dell'ambiente ed un'elevata qualità di vita. Quest'ultima, per ragioni culturali e geografiche, è intesa da noi rotariani come potenziale volano di sviluppo della Sardegna se adeguatamente ricercata, coltivata, tutelata.
Con la presidenza di Pasquale Ambrosio, nell’anno rotariano 2017/2018, il club ha condiviso con l’Amministrazione comunale il progetto di riqualificazione di un’area pedonale, dallo slargo di via Porto Romano fino all’incrocio con via Angioy, con la creazione di uno spazio dedicato ai giochi per bambini, al relax ed utilizzando una struttura con sedute, in un contesto verde, piacevole e di sicuro interesse per i concittadini, i turisti e i visitatori del centro storico. Con il coinvolgimento delle associazioni, sono previste iniziative socio-culturali e ricreative e saranno programmati piccoli eventi dedicati ai bambini. La presenza in questa via della sede dell’Area Marina protetta di Tavolara e dello stabile dell’Expò consentirà, inoltre, l’utilizzo di spazi chiusi, soprattutto nel periodo invernale, destinati ad attività didattiche, alla proiezione saltuaria di film e di documentari rivolti ai più piccoli. Il Rotary Club Olbia ha partecipato con un importante finanziamento alla realizzazione di questo “Progetto Ambiente”, dando un evidente segnale d’interesse per la qualità della vita di Olbia, la valorizzazione del suo centro storico e la sua crescita culturale. L’area è stata inaugurata il 29 giugno 2018, nel corso di una cerimonia ufficiale aperta al pubblico, in occasione delle celebrazioni del trentennale del Rotary Club Olbia.

ELENCO PRESIDENTI DEL ROTARY CLUB OLBIA
   
1987-1988 Mario SARDO
1988-1989 Mario SARDO
1989-1990 Giovanni FORTELEONI
1990-1991 Antonio RASENTI
1991-1992 Salvatore PEDDE
1992- 1993 Michele PILERI
1993-1994 Salvatore SORO
1994-1995 Antonio CURRELI
1995-1996 Michele CERVO
1996-1997 Angelo PISCIOTTU
1997-1998 Giulio CAREDDU
1998-1999 Salvatore CHIODINO
1999-2000 Salvatore PODDIGHE
2000-2001 Giovanni FORTELEONI
2001-2002 Natalino Gregorio RASPITZU
2002- 2003 Giancarlo BUGLIESI
2003-2004 Ico SCUGUGIA
2004-2005 Domenico BACCIU
2005-2006 Giovanni Vittorio BATTINO
2006- 2007 Pietro GIAGHEDDU
2007-2008 Giovanni Antonio APPEDDU
2008-2009 Salvatore SORO
2009-2010 Pietro SANNA
2010-2011 Isidoro PITTORRU
2011-2012 Alessandro DOVERI
2012-2013 Renato LANERI
2013-2014 Silvio PIPPOBELLO
2014-2015 Massimo PUTZU
2015-2016 Antonio BARABINO
2016-2017 Antonio BARABINO
2017-2018 Pasquale AMBROSIO


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